Il sig. Fazio e una storia d’amore d’altri tempi che merita essere ricordata

Ore 9:00 di una domenica mattina.

In mezzo a tanta gente, e a tante “autorità”, mentre parlo con una di queste, vedo a fianco a me un signore particolarmente anziano, ma ancora ben messo. Alto, dritto con la schiena, e fiero nel portare il suo basco bordeaux di paracadutista. Scoprirò dopo che ha 90 anni.

Gli sento dire, mentre chiacchiera con un amico, e con tono un po triste ma non troppo come di chi non si perde d’animo, “io ho mia moglie a casa in sedia a rotelle da due anni”.

Si lo ammetto: ho pensato, poverino che croce. dovrà tornare presto a casa per non lasciare la moglie sola. E inizio a guardarlo con affetto. Mi piace quella figura di novantenne, con un fisico atletico: alto, magro slanciato e con quel basco. Avete senz altropresente quando si dice: non li dimostra 90 anni…oppure….ci metterei la firma per arrivare a quell’età come lui!

 

Passano un paio d’ore e ci si ritrova nella sala di un palazzo pubblico, insieme a tanta altr gente. Viene data la parola al signor Fazio. Lui, paracadutista, ci racconta la sua storia di guerra. Ci racconta con lucidità  i particolari della guerra combattuta tra abruzzo e marche.  Racconta di essere calabrese, di avere 91 anni. A un certo punto dice: la guerra è senz’altro brutta, ma “a me m’ha dato la cosa più bella”……..”perchè durante la guerra io calabrese a voi marchigiani v’ho rubato la donna più bella”…”durante la guerra io ho conosciuto mia moglie, ed ancora oggi siamo sposati”.

Vedete, parlerò in maniera spassionata, non me l’aspettavo. Dopo 70 anni quell’uomo riesce a dire di sua moglie ” la cosa più bella……la donna più bella….” . dopo 70 anni proclama in pubblico l’amore per la sua donna. Quella donna oggi è su una sedia a rotelle ma lui ci  vede la ragazzina che ha incontrato 70 anni fa e la ama ancora come il primo giorno…..

 

permettetemelo….GRANDE SIGNOR FAZIO!!!!

La paura (stream of consciousness)

…. fa 90,

e fa grigio, fa nebbia, e il silenzio

La paura fa il fumo dei comignoli, e il fumo dei tubi di scappamento, e le sottili nuvole davanti alla luna, in una notte in una città.

una macchina suona fuori dalla finestra ogni tanto,  un gatto attraversa la strada beffandosi delle macchine che non lo possono investire perchè non ci sono.

E’ il suo regno, la città di notte.

La notte è il regno delle paure. In un palazzo, in un piano alto, che non saprei dire quale, ad una finestra, si vede una luce flebile.

Un ragazzo al computer pensa e scrive, scrive. e la flebile luce che lo illumina, il rumore dei tasti del computer, i portishead in sottofondo(strangers) sono la sua droga, la sua terapia, la sua medicina.

La paura fa 90,

la paura fa la notte

la paura fa città e anonimato

la paura fa scoprire te stesso

la paura fa profondi

la paura fa scrivere

la paura fa bellezza….

 

 

continuate voi se vi va….cosa fa la paura

mesecina

“In questo posto abbiamo costruito nuove case, con i tetti rossi ed i comignoli su cui faranno i nidi le cicogne, e con le porte sempre aperte agli ospiti. Saremo grati alla nuova terra che ci nutre ed al sole che riscalda, e ai campi fioriti che ci ricordano i giardini della nostra patria. Con dolore, con tristezza e con gioia, racconteremo ai nostri figli delle storie che cominciano come tutte le favole: c’era una volta un paese…”

La ricerca della felicità

Siamo come l’acqua, che si adatta a ciò che le si posa sopra?

Siamo come la pietra, sempre uguale a se stessa, da quando si stacca dalla montagna?

La ricerca della felicità, non passa dalla ricerca di un altro ma dalla ricerca di se stessi.

Siamo pietra o acqua….

La ricerca della felicità è la ricerca della nostra essenza. Acqua o pietra.

happyness is real just if shared, hanno scritto.

happyness is real just if i’m mine. scrivo io.

Dopo tempo di silenzio su questo diario, a singhiozzo, un poco alla volta, il diario sta ritornando a vivere e con Lui anche io. Mi sto riappropriando di me stesso.

scrivere è bello.

la felicità è nella bellezza, nel circondarsi di cose belle, nel circondarsi di profondità vere

Incontri

A volte fai degli incontri,

a volte ne fai due che d’improvviso ti fanno cambiare idee, sentimenti e sensazioni nel giro di uno schioccare di dita,

e pensi alla fatuità delle cose che si dicono,

pensi che sarebbe stupido non riconoscere questa fatuità perchè che importa…..

importa esseere felici…..

 

A volte fai degli incontri,

a volte ne fai due che d’improvviso, ti riportano indietro di anni, e che dall’inferno ti fanno schizzare al paradiso.

Ti custodirò,

ti celerò

ti proteggerò dalle intemperie  della vita di tutti i giorni

perchè sei la mia ritrovata vitalità,

la mia ritrovata serenità

sei…..

me

Migranti

In questi giorni, in questi mesi, arrivano a migliaia ….sono i migranti.

vorrei condividere con voi due riflessioni

1) tutti si proclamano solidali. ma all’atto pratico non lo sono. NIMBY. not in my backyard. così per un piccolo comune della mia  provincia che si rifiuta di ricevere xx migranti adducendo che “l’abitabilità” della struttura che li ospita non consente di ospitarne così tanti. per inciso il comune non sborsa un soldo per loro e i migranti non hanno mai dato fastidio

così per un altro importante ente che interpellato per cercare sostegno nell ospitalità dei migranti lo negava adducendo mancanza di risorse, salvo poi apprendere giorni dopo che faceva alcune grosse spese di rappresentanza

la riflessione è: non so se questo è giusto,. ma almeno non siate ipocriti e dite . non li vogliamo. punto e basta.

 

2) questo fenomeno, alla lunga, ci cambierà. nel giro di dieci, forse 20 anni, si integreranno: come sta già avvenendo per gli albanesi, e forse l’italia, anche grazie a loro, ed a questa integrazione, diventerà un paese più moderno e ricco. Se andate in UK i neri girano in 24 ore e mercedes, hanno una famiglia una casa, e parlano correntemente inglese. noi siamo indietro da qeusto punto di vista: forse questa ondata migratoria sarà per noi quello che è stato il colonialismo per i paesi anglosassoni e ci farà diventare integrati, moderni ed avanzati.

 

 

Stare seduti. Mille significati

Toro seduto, tano seduto, la seduta della camera, la seduta plenaria, la seduta del cesso, la seduta spiritica, il seggio papale, il seggio elettorale, …

 

ognuna di queste sedute esprime qualcosa…..potere, solennità, coralità, mafiosità (il tano seduto è tano badalamenti dei 100 passi, ricordate?), saggezza, eccc…..

ma la seduta può esprimere anche attesa. e più lunga è questa attesa più è probabile che esprima anche la grandezza del motivo dell’attesa. 

io sono seduto.

a te che sei…sostanza dei giorni miei

Com’é un ramo senza le foglie?

e una giornata senza sole?

un bimbo senza la mamma

un pannolino senza cacca

una passeggiata al mare senza il rumore delle onde

un nasino senza caccole da togliere

e un letto senza chi lo riscalda accanto a te

due occhi scuri senza nessuno per guardarli

una serata perfetta senza le persone perfette

un viaggio per tornare a casa senza chi ti aspetta

un bel libro da leggere la sera senza la borsa dell acqua calda

un articolo sull’apertura dei pozzi senza uno sciacquone

un bacio senza una carezza

scetate uajó di mannarino senza chi ti dice “è la mia preferita!!!”…”rimettila da capo!!!”

un cd di mannarino senza pensare a chi era accanto a te a cantare ai suoi concerti

consolare l’amica col papá che sta male senza pensare a chi.ha.consolato te quando era tua mamma a stare male e ti è stato.vicino

un.merlo rosso senza una rosa e “senza una ragazza pazza che aveva perso gli occhi in una nottataccia”

un gelato da grom senza la persona che ti ci ha portato la prima volta

passeggiare per le strade di una cittá nuova senza chi ti ha accompagnato in tanti posti nuovi

vedere “un universo” di cose bellissime e pensare alla cosa piu bella che tu abbia mai visto
lei
io senza di te

malati di sla in sciopero!

Malati a zero euro. Una vergogna che deve finire

 

di Ignazio Marino, da marino.blogautore.espresso.repubblica.it

Zero euro per un malato può voler dire molte cose: rinunciare ad essere aiutati quotidianamente per cambiarsi, per mangiare, per lavarsi, per comunicare con i propri affetti. Rinunciare alla cura di mani esperte, a quella assistenza specializzata di cui ogni giorno, ogni minuto, hanno bisogno persone indebolite dalla malattia. Quando poi si tratta di malattie crudeli come la Sla, la sclerosi multipla e la distrofia muscolare, il dramma è totalizzante, investe come un fiume in piena non soltanto i malati ma anche le loro famiglie. Dal 2011, queste persone ricevono, appunto, zero euro dallo Stato perché il Fondo per la non autosufficienza non è più finanziato. Senza quelle risorse sono allora i figli, le mogli e i mariti, i genitori a lasciare il lavoro per stare vicino ai loro cari e accudirli giorno e notte.

Ma c’è chi non si arrende alla disperazione: 70 persone affette da malattie neurodegenerative sono impegnate da alcuni giorni ormai in uno sciopero della fame. Un gesto coraggioso ed eroico con cui mettono a rischio la loro già precaria condizione per essere ascoltati dal governo: vogliono che il fondo, azzerato da Silvio Berlusconi, ottenga nuove risorse per ridare agli ammalati una qualità di vita dignitosa.

Ieri in Commissione Affari Sociali alla Camera, dove si discute la legge di stabilità, il Partito Democratico ha proposto di destinare circa 400 milioni al fondo per la non autosufficienza. Ma non è certo che la Commissione Bilancio e il ministero dell’Economia confermeranno la norma. Questa volta però non possono esserci vincoli di rigore o di ristrettezza: è una vergogna che deve finire.

Rivolgo un appello al Ministro Balduzzi, al Ministro Fornero e al Ministro Grilli: questi malati vanno ascoltati, con il loro Comitato16novembre hanno compiuto anche lo sforzo di elaborare proposte organiche per ottenere l’aiuto che spetta loro, nonostante la crisi economica. Un aiuto che è un diritto garantito dalla Costituzione, un diritto che non ci si dovrebbe guadagnare con lo sciopero della fame. Un diritto per cui non dovrebbe servire comportarsi da eroi, ma che è indispensabile per conservare la dignità di persone.

(26 ottobre 2012)